
| 24/01/2012 | Valentina | Provare Empatia durante un trattamento Reiki |
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Ciao Robi! Ti scrivo per raccontarti alcuni eventi, che se vorrai potrai aggiungere al tuo sito :) Qualche tempo fa, inizio gennaio circa, io e il mio compagno abbiamo trattato un amico, si era appena lasciato con la fidanzata ed era davvero a terra, oltre che tutt'ora innamorato. In sostanza mentre io gli trattavo la testa sono stata colta da un magone incredibile! Avevo voglia di piangere! Il punto è che sono certa non sia una cosa "mia", piuttosto forse una questione di eccessiva "empatia"? Anche perchè a fine trattamento mi ha detto che mentre avevo le mani sulla sua testa, gli sono scese le lacrime e gli è venuto il magone ..... :) Ti dirò che li per li ho avuto difficoltà a proseguire, perchè mi sono resa conto che non riuscivo a farlo con discernimento, poi mi sono concentrata e mi sono rimessa in equilibrio, però ho temuto di non poterlo più fare! :D La seconda consulenza invece è un tantino più intima diciamo. Sempre lo stesso ragazzo, questa settimana, gli ho fatto un trattamento reiki di tipo mentale a distanza, perchè ce lo chiede continuamente. Il giorno dopo mi ha raccontato che la notte non sa come, non sa perchè, si è svegliato con gli slip "sporchi". Ci chiedevamo tutti se poteva essere un effetto del reiki, perchè sinceramente è la prima volta che mi si presenta una cosa del genere .... non mi sento in imbarazzo, sia chiaro, però curiosa sì! :) Può essere secondo voi, che il reiki abbia agito così in profondità da andare a "sfogare" l'energia attraverso il 2 chakra? Perchè lui dice che l'aspetto "sessuale" della sua relazione con la ex fidanzata, gli mancherà tanto .... boh, faccio ipotesi! :) -----RISPOSTA-----> Ciao Valentina e compagno, sento con piacere le vostre storie perchè con voi il lavoro non è andato sprecato, anzi... Essere colti da empatia mentre si tratta qualcuno è cosa abbastanza usuale, ma... bisogna stare attenti a non farsi coinvolgere emotivamente. Lì sta la fregatura, perchè o non funziona il Reiki o si rischia di cedere la propria energia. Hai fatto bene a fermarti. In questi casi la procedura è questa:
E' chiaro che ogni trattamento è una cosa a se stante. La maggior parte di noi rientra in casi che possiamo definire comuni, ma non è sempre così. Ogni persona può avere una reazione fisica ed emotiva dovuta al particolare stato del momento che sta attraversando. Quindi un trattamento fatto alla stessa persona, ma in un momento diverso, può essere percettivamente sentito in modo diverso. Al di la delle sensazioni, comunque il Reiki porta sempre del benessere. Questo perchè questa energia ha la caratteristica di essere equilibrante e, in quanto tale, può portare fuori bolle di tristezza se queste rappresentano un peso. Nel caso specifico essa ha agito come valvola di sfogo legata al "magone" di JJ. Se JJ fosse andato a casa di un amico raccontando la tua storia, probabilmente sarebbe successo la stessa cosa. A lui serviva un interlocutore, qualcuno disposto ad ascoltarlo ed ecco che il Reiki gli ha dato esattamente ciò di cui abbisognava. L'altro episodio è la prima volta che lo sento, ma potrebbe anche questo essere legato al trattamento ricevuto. Voglio dire che i nostri punti di sfogo sono: - nel fisico attraverso uno sforzo muscolare prolungato come quello di uno sport. - nella mente attraverso un rilassamento come leggere un buon libro o una meditazione ecc. - nel sesso attraverso una eiaculazione anche se non strettamente necessario in quanto proprio l'energia sessuale può essere trasmutata in qualcosa di diverso (ma qui la storia si fa lunga). La cosa importante per JJ è come si sentì dopo i vari trattamenti. Più tranquillo, più rilassato, più centrato, ecc. Se questa cosa è successa e gli è piaciuta, digli che è solo l'inizio. La pratica continua del Reiki oltre a queste cose, porta ad una crescita personale... Buon Reiki! Roberto |
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